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recensioni

Sodapop (Aprile 2009) Per quanto non sia bello identificare un gruppo con uno di quelli che ne fanno parte a volte è necessario ed aiuta ad attirare l’attenzione dei curiosi, ragion per cui diciamo che questo è l’altro gruppo di Davide Valecchi, qualcuno di voi forse avrà sentito come Aal (ha fatto uscire materiale su Afe e Elk Mind e mi piace parecchio) e che ha collaborato a più riprese con Punck e Logoplasm. In ogni caso fatte le dovute premesse, il genere ha ben poco a che fare con Aal se non per una vena wave di fondo, ma ad ogni modo si tratta di poca cosa. I Video Diva sono toscani e si sente davvero tanto, infatti si tratta di elettro-wave vagamente goth (ma quanti termini conosco, insomma non sono meglio di Giampiero Mughini?): cantato in italiano, chitarra, basso, voce e batteria elettronica squadratissime. Per quanto molti di voi associno la toscana al Granducato HC o al più alla Wide, credo non sia un mistero per nessuno che si tratti della culla della new wave e del dark per quanto riguarda lo stivale ed i Video Diva trovano molti referenti anche da quelle parti, quindi immagino che possano ricordare una specie di frullato di Punkow, Diaframma, primissimi Litfiba (per quanto riguarda gli ultimi due completamente trasfigurati in modo elettronico) anche se vuoi per il cantato, vuoi per certi passaggi di elettronica (solo alcuni) il primo nome che mi è venuto subito in mente in realtà è stato quello di Giovanni Lindo Ferretti, non tanto con i C.C.C.P. o con i C.S.I. ma più per il suo disco solista Codex (che viveva di momenti alterni, ma che ogni tanto trovava un Bernocchi in piena forma). Quattro tracce con una buona resa, anche se molto orientate ad un pubblico di settore e con una produzione ascoltabile anche se non ancora pompata al top, ma si tratta di un mini quindi direi che il risultato complessivo sia decisamente buono. Il cantato è credibile e non è da poco anche perché spesso cloni di questo tipo di cantato alla Ferretti/Fiumani/etc finiscono per risultare un po’ goffi. (Andrea Ferraris) http://www.sodapop.it/rbrth/content/view/623/9/

Flash Magazine (Maggio 2009) Nati nel 1999 in quel di Dicomano, in provincia di Firenze, i Video Diva ci presentano il loro terzo EP autoprodotto, realizzato in confezione digipack e in 500 copie. In realtà, la band toscana si è già fatta positivamente conoscere nel 2007, facendo parte della sontuosa compilation “United Forces Of Phoenix Vol. 2” della Nomadism Records con tre pezzi. Il sound proposto da Lorenzo Petti e company viaggia a ritroso verso gli anni ’80, mescolando con ispirazione e intelligenza sonora dark, new wave e punk elettro-minimale, nonché cercando di imporsi a partire da quel punto focale ove dialogano i Joy Division da un lato e, complici i testi in lingua italiana, Diaframma, primi Litfiba e CCCP dall’altro. Ispirato dal capolavoro “Salò e le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini, “Inetticho” esprime tutta la sua profonda disillusione nei confronti della società capitalistica e consumistica dei giorni nostri attraverso cinque pezzi più che discreti, il cui filo conduttore è l’espressività lirica e vocale di Lorenzo Petti. La positiva amalgama di chitarre elettriche ed effetti elettronici accresce il valore delle ottime “Effetto riflesso”, il cui andamento è magicamente retrò (1984 o 1985), e “Come dal bianco in un quadro notturno”, in cui prende forma un genuino anticonformismo sonoro, proprio di chi sbeffeggia il quotidiano allineamento delle masse alle regole precostituite. Resto, comunque, dell’idea che il brano più convincente del lotto sia quella “Algor” che ascoltai già nella compilation Nomadism Rec. summenzionata, per il suo mix vincente – a livello di atmosfere – di amarezza e rabbia. In definitiva, “Inetticho” è un ottimo punto di partenza per una band che ha notevoli credenziali. Avanti così! (D. Sisto) VOTO: 70.
MASSIMA ALLERTA: l’incalzante “Algor”
COLPO DI SONNO: bisogna ancora lavorare in personalità...
http://www.flashmagazine.it/edicola/videodiva.htm

The D Side (Maggio 2009) Oltre dieci anni, dal 1998 ad oggi, ripartiti tra "work in progress", fasi di assestamento, collaborazioni con altri progetti (Punck e Logoplasm) autoproduzioni in tirature limitatissime ed infine un vero e proprio ep, rappresentano uno scarno argomentario per introdurre il quartetto toscano e per descriverne l'autentica forma espressiva. L'ensemble si riferisce ad un sound di matrice dark/punk con striature dalle immancabili influenze 80's relative a canoniche bands tra le quali Bauhaus, Clan of Xymox e Joy Division intersecate alle epocali tendenze italiche di quegli anni, Diaframma, Neon e, in una certa misura, CCCP e Litfiba. Cinque nuove tracce autoprodotte dai VD ma abbastanza scorporate dalle tipiche impurità che caratterizzano parallele iniziative indipendenti, affidando i contenuti di "Inetticho" ad un mixaggio ed una regia in linea con altre produzioni qualitativamente professionali per un ep che non supera le prudenti 500 copie delle quali le prime 50 L.E. e numerate. Il significato che articola le musiche del lavoro in esame è di vibrata denuncia sulle sorti dell'attuale società, vittima di strapoteri che ne annientano la già fragile identità. "Effetto riflesso" apre la strada con un pulitissimo synth attorno a cui si stratificano la voce di Lorenzo Petti, autore anche dei testi, drum machine, il basso di Antonio Torino ed affilato guitar noise curato da Fabio Menetti e Davide Valecchi i quali edificano una song dalla scheletrica conformazione minimal-electro-post punk. Freddi arpeggi chitarristici animano il preludio di "L'Oratore", regolata in simbiosi tra synth lines, sviluppi di chitarra elettrica ed interventi vocali accentati da inflessioni CCCP, così come da "Frammenti (puzzle#1)" si estende uno spinoso predominio di corde tesissime, gagliardo drumming sinthetico, vocals un pò imprecisi ma riferenti liriche dai contenuti amari, pregni di insoddisfazione. "Come del bianco in un quadro notturno" è una cavalcata electrowave composta dal duetto sonico keyboard/synth preannunciante in apertura i vocalizzi del singer che ordiscono testi sfuggenti, quasi incomprensibili se non ascoltati con la debita attenzione richiesta per assimilarne i significati. Si termina con la meccanica glacialità di "Algor" ove robotiche virate di drum-programming si ergono su monocordi simmetrie vocali, synth e lontane intromissioni di chitarra per una traccia davvero interessante e ben confezionata. Disco poliforme, introspettivo, la cui valutazione richiede un apporto di attenta analisi dei testi senza cedere alla tentazione di cliccare frettolosamente alla traccia successiva. Vi perdereste l'accezione di denuncia di cui "Inetticho" è fortemente permeato. Attendendo un full lenght elaborato tecnicamente con la medesima precisione ma auspicando una migliorìa nell'assetto vocale, assestiamo di buon grado ai VD il nostro parere favorevole.
-|-|-» L'intricata osticità espressa nelle liriche e le involute melodie presenti nelle tracce ottemperano allo scopo di screziare l'ep di impietose vedute sull'esistenza contemporanea desfogliandone l'apparenza e raggiungendo, non senza disincantata lucidità, i punti nevralgici da evidenziare. Ammirevole. (Maxymox)
http://www.thedside.it/rece/rece030.asp#316


Darkitalia (aprile 2010) I Video Diva nascono nel 1999 a Dicomano, provincia di Firenze, dopo vari cambi di formazione giungono alla line-up attuale composta da Antonio Torino al basso, Lorenzo Petti vocalist, Fabio Menetti chitarra e Davide Valecchi alla chitarra e programmazioni. Nel 2004 incontrano Pietro Stefanini, compositore, arrangiatore e produttore che lascerà un segno profondo nella musica del gruppo. Dopo l’album “Diva”, un video e la partecipazione a “United Forces of Phoenix” vol.2, raccolta sull’underground italiano in ambito dark e wave, nel 2008 producono l’EP “Inetticho”. Sono stato piacevolmente colpito, anzi direi quasi stupito, dall’incrocio di elettronica e di una dark wave con arrangiamenti più ricercati, tecnicamente più complessa, che compone “Inetticho”; una chitarra graffiante, un basso a volte melodico, in altre cupo e pesante, assieme a basi elettroniche che sostengono il ritmo e programmazioni contemporanee con suoni che pescano nell’elettronica più attuale. La voce alterna toni statici alla Lindo Feretti di CCCP memoria a toni più sofferti, alti e acuti, che canta testi non banali, molto particolari e studiati: - complimenti all’oratore, schiavi al chilo da guidare, con un volto che sorride…- (Complimenti all'oratore, schiavi al filo da guidare, come un volto che sorride, al morire per dolore. Correzione di Lorenzo per precisazione). Complimenti ai Video Diva, ottimo lavoro, e ottimo gruppo che merita più visibilità; siamo curiosi di ascoltare nuovi lavori e vedere se si confermano a questi livelli. (Luigi) VOTO 7.5
http://www.darkitalia.it/forum/spazio-demo/2448-video-diva.html


1999 - 2013