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Dicomano, Firenze,
Italia: 1999. “ Lorenzo, dal momento che ho delle basi pronte,
perché non proviamo a farci qualcosa?” ….. così nascono i Video Diva.
Questa frase detta nel Settembre del 1998 da Antonio Torino (basso) a
Lorenzo Petti (voce) è stata l’incipit del gruppo. Forse la passione
comune per un particolare genere musicale, forse per divertimento, forse
il frequentare una cerchia di persone per le quali le tematiche e la
ricerca musicale rappresentavano molto, forse per la presenza di
un’altra band all’interno della “compagnia” (Elektrowerkzeuge),
forse …… chi sa, fatto sta che fu l’inizio di questa esperienza.
L’aggiunta di Giovanni Cerbera (chitarra, ex
Elektrowerkzeuge) fa sì che i Video Diva diventino un gruppo che può
iniziare a muovere i primi passi.
Fin dall’inizio viene adottato l'italiano per i testi (scritti da
Lorenzo), come esigenza primaria per far capire quello che il gruppo
vuole trasmettere. Il suono, invece, si rifaceva a qualcosa di gia
sentito negli anni passati, un dark elettro-minimale tipico degli anni
’80 con gruppi come Joy Division, Clan of Xymox, o, per rimanere in
Italia, i primi Diaframma: una chitarra graffiante, un basso melodico,
il suono cupo della voce e basi lineari prodotte da una drum-machine (la
Dr. Rhythm della Roland, che fu d'ispirazione anche per il primo nome
del gruppo, The minds of Dr. Rhythm).
Il gruppo muove i primi passi nei locali della zona (Samantha di
Dicomano, Sicurcaiv di Grassina, CSA L’indiano di Firenze, Ex Brigthon
di Settignano, Sotto Suolo di Firenzuola, Cencio’s di Prato e altri).
L'approccio del gruppo ai concerti è quello di un freddo distacco: tre
strumentisti non troppo mobili ed un cantante che per lo più canta di
spalle (con chiare reminescenze CCCP). In seguito e quando possibile i
live del gruppo si arricchirono della figura di Giovanni Degara, artista
visivo e performer capace di allestire in poco tempo e con pochi
elementi a disposizione surreali spettacoli: incellophanare il gruppo,
creare telai con strani disegni per poi bruciarli sul palco, travestirsi
da simil morte post-moderna con alle spalle la pelle di una zebra appesa,
oppure stare semplicemente seduto su una sedia davanti ad ogni
componente del gruppo, suscitando una particolare curiosità negli
spettatori. Questa esperienza con Giovanni si può dire che non è mai
nata e mai finita e se per caso un giorno vedrete uno strano figuro sul
palco dei VD saprete chi è.
L’esigenza di rendere più melodica la parte musicale, per compensare a
tratti la durezza della chitarra di Giovanni, porta i VD alla ricerca di
un secondo chitarrista e, dopo un breve passaggio di Bernardo
Gamberi(che ringraziamo), bussa alla porta Fabio Menetti (ex Linea
Gotica, gruppo ceppo degli attuali Colya) che porta la completezza, per
lo meno in quel periodo, al gruppo. Il suono muta, rimanendo però sempre
fedele al un genere Elettro-wave di base, grazie all’intervallarsi di
melodie e distorsioni alla Cure prodotte dalla chitarra di Giovanni e
vere e proprie schegge di eclettismo alla Daniel Ash (Bauhaus)
provenienti dalla chitarra di Fabio.
Purtroppo (o per fortuna) problemi di lavoro portano Fabio nel 2003 a
sospendere per qualche mese le prove e di conseguenza ad abbandonare
momentaneamente il gruppo. A sostituirlo Davide Valecchi (Ex Libera Mens,
Elektrowerkzeuge,
GF93, creatore del progetto di musica elettronica minimale
aal,
membro del trio dark/electro DeuteDrechsler), chitarrista versatile e
dalle alte capacità, tanto che alla prima prova dimostra gia di
conoscere ed aver fatto suoi i pezzi del gruppo per averli ascoltati da
spettatore nei live e dai CD autoprodotti dei VD ("Diva" del 1999 e
"Video" del 2002).
Il ritorno di Fabio e l’uscita dal gruppo del primo chitarrista Giovanni
ridisegnano il gruppo e compongono quella che oggi è la formazione dei
Video Diva: Lorenzo alla voce, Antonio al basso, Fabio e Davide alle
chitarre. Rendendo merito ai due fondatori all’essersi adattati alle
diverse coppie di chitarristi che fino a quel momento si erano alternate
nei Video Diva, va ammesso che la coppia Menetti/Valecchi è quanto di
meglio potessero immaginarsi, infatti la bravura dei due, l’eclettismo,
la conoscenza dello strumento, l’inventiva e l’esperienza fanno si che
il gruppo “vada”, che si inizino a sentire arrangiamenti più ricercati,
pezzi nuovi di maggior complessità. La maggiore consapevolezza dei
propori mezzi porta il gruppo a poter pensare di concentrarsi sulla
realizzazione di un qualcosa di più concreto e ambizioso.
Nel 2004 la strada dei Video Diva incontra quella di Pietro Stefanini,
persona che lascerà un segno profondo nella musica del gruppo.
Pietro Stefanini in arte PIO già creatore dei Brian Damage, Tetti
Toscani e Vrooom, vanta innumerevoli collaborazioni con artisti italiani
e internazionali per i quali ha ricoperto i ruoli di compositore,
arrangiatore e produttore: per una panoramica delle sue attività
musicali potete visitare il sito
http://www.vrooom.it/. Forse un atto di follia, forse l’amicizia con
Lorenzo che dura da più di 10 anni, forse, perché no, il credere nel
gruppo, porta Pio a chiedere ai VD di registrare quasi tutto il loro
repertorio in studio in modo da poterci 'lavorare' e creare qualcosa di
unico.
L’apporto di Pietro fa si che i pezzi vengano ridisegnati, lasciando
fedele la linea Wave ‘80, ma sostituendo all’oramai inadatto Dr. Rhythm
basi e programmazioni contemporanee con suoni che pescano
nell'elettronica più attuale: una ventata di freschezza e sicurezza
all’interno del gruppo. I Video Diva dopo anni comprano un nuovo vestito,
simile al vecchio ma nuovo. Questo atto darà vita ad un album che è in
avanzata fase di lavorazione, un progetto sotto la supervisione di Pio
che segna il nuovo ciclo del gruppo... in attesa di sperati consensi.
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