| testi (di Lorenzo Petti) |
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ALGOR Ci siamo sempre stati anche noi in questo mondo, non ve ne siete mai accorti? Folto il deserto da nauseante cortesia, nel letto assento un tempo di spente idoneità, non puoi scheletrire ormai un corpo in quanto a fondo, schifa il suo volto pezzente ilarità. Di voi più falsi eroi materia dei miei guai, porti in miseria voi pescanti l'omertà, voi già tra pedine ormai per condannati Re, penso, m'esilio mondo mi schiero tra i tuoi guai. Mi schiero tra i tuoi guai. Per voi incuranti Dei vogliosi dei miei "Puoi..?". Dal niente informe, idee per note identità, non reo d'ammirare mai la grazia di un lamento, saldo il mio pegno scordandomi di voi. Meglio così. Ci siamo sempre stati anche noi in questo mondo, non ve ne siete mai accorti? Meglio così. SESSO Un incontro di corpi distanti, lo scambiare discorsi latenti, lo scrutarsi con gli occhi nei sensi, l'intrecciarsi degli arti conserti. Chiamo sesso coi denti, un incontro di corpi distanti, lo scambiare discorsi latenti, l'intrecciarsi degli arti conserti. Quello che poi non credi è ciò che penso è scopare con te, non lo puoi capire se vedi che ciò voglio è scopare con te, non lo puoi vedere con gli occhi che ciò che cerco è di stare con te.
Non lo puoi capire, da sempre detto. Lo scambiare discorsi inerenti, lo sfregarsi di labbra coi sessi, lo slegarsi degli arti conserti, le emozioni del cazzo, sgomenti. Quello che poi non credi è ciò che penso è scopare con te, non lo puoi capire se vedi che ciò voglio è scopare con te, non lo puoi vedere con gli occhi che ciò che cerco è di stare con te. Non lo puoi capire, da sempre detto. Con te. Con me.
CROCE DISSIMULATA Menti distrutte da un mutamento psichico Fuggon via verso caverne buie le gioie di un tempo, senza senso percorre il mio desio, la morte rincorre, in vita normalità non v'è, presente mancanza sento in me dei nodi gelosie, scontrando ora avverto cosa c'è. Solo in me distese che non mai avevo percorso, dentro me non vagan più gli eroi, perduti con stento fumo…. Qui intorno tutto blu, visioni depresse, vedo già i vecchi sprazzi in fuoco, non parlo scoppia tutto dentro me. Butto via le chiavi con disprezzo di un pozzo nascosto, sento già calarsi nell'oblio l'illuso vincente, crede, con armatura gaia, di aprirmi gli spazi, ma la sua incoscienza non lo avverte, ora sento che è con me. Fisso ormai milioni di alti fari che scopro correndo Vuoti che non osserverei ma attratto contemplo qua. (Al riparo) da un corpo che avanza. (Ho rinchiuso) una vita perduta qua. Una stanza già piena. Mi spengo.
VIDEO DIVA Schiavi di un suono suadente Schiavi di un suono incosciente Schiavi di un suono asfissiante Schiavi di un suono suadente
INCONSCIAMENTE VAGO Nei presagi estivi tra complicate stanze con mura di fuoco ardente, di soffi amorosi per gente finita in un contesto, che spera, che tolga le risa. Complicato assorto nei tuoi pensieri stanchi, nei pezzi di mondo inservienti e poi quel che sempre c'è non lo hai mai, quel che sempre poi fai non lo hai mai fatto. E rimani indifeso fra gli sguardi scoperti, e rimani indifeso con gli occhi spenti. Ondeggiante, attenta, suadente al mio passaggio mi scruti e ti sporgi ammiccante, capisco un disprezzo tuo, non lo apprezzo, confuso mi fermo affranto e ti pretendo. E rimani indifeso fra gli sguardi scoperti, e rimani indifeso e quel che fai? Sfuggi o resti? e quel che fai? Sfuggi o resti?
SENSI Non so. C'è un vuoto alterno nei sensi miei, se osservo ascolto l'ingrato odore dei gusti tuoi, non so, non so quale osceno arbitrio hai, oscura gli occhi, solo col tatto non mi avrai. C'è un vuoto alterno nei sogni miei, parlando ascolto quei gesti tuoi ma non ci sei, non ho, non ho più un frammento dei tuoi guai, salita o ascesa, quel fulcro bianco troverai. Se gridi cosa vuoi? Scruto un patibolo che fai? Non ho mai appreso i modi tuoi, frasi veloci, l'errore oscilla ma cosa vuoi, non so, non so e non ho il sesto dei sensi miei, sconfitto o arreso, tu mi hai offuscato con gli occhi tuoi. Se gridi cosa vuoi? Scruto un patibolo che fai? Non so.
DANI' E' LA' Scorci ormai, ricordi spenti da Firenze in locali di Dei, quando apparvi danzante nei pensieri miei in un respiro distante che fu, che fu, che fu. Ero ancora novizio in quei momenti, in un passaggio di vite o percorsi, quando una breccia più sexy mi accorgevo già, con un amico i commenti di che sarai per me. Per l'uscita scorrevo camminando, verso un ignaro finale ed io fermo, quando il potere del verbo a cui non credo mai mi aveva aperto i cancelli, chi sei? E poi che fai? E nel medesimo stralcio di vita, in un insolito Karma presente, ormai …. Lontano da me. Dani è là.
SARAJEVO Vivo, rimpiango e spero l'estinguersi del Mondo Strade dissestate contemplo nel vortice degli anni del tempo, la crudeltà fa rispecchiare la morte di pupazzi macellare. Nel freddo io sto, non so carpire volere di complotti volere stabilire i canti di sterminio risento, famiglie numerose cerco. Trasportato dall'odio rincorro, la terra coi bagliori ripongo, galleggiando per Stige va, la mia anima in Inferno sta. Ancora quelle nuvole di ferro, la pioggia di meteore fa sterro, in fosse sanguinanti spero, carcassa di vita in Sarajevo. Un figlio ormai defunto rimpiango, la guerra ormai ridotto stanco, la voglia di potere avvento di razze nel litigio, pento. Il ghiaccio si scompone e tiene, i vuoti nel dolore preme, la crudeltà non sa soffrire, la notte rinchiude il mio godere. Vivo, rimpiango e spero l'estinguersi del Mondo Crudeltà. Dominio. Morte. Eserciti. Veleno. Carcassa di vita in Sarajevo.
PREGHIERA PER GIO' Sante Calde Parole Già sento tormenti in un istante e ora, ricordi, contenti, Natali che ho vissuto e che non vivrò più. Sfuggente, ansimante, riflettono tua vita, confondi i miei passi, guardando dall'interno lo sapevo già. Sante Calde Parole Che non ti ho detto mai Come in un istante normalmente spero in quello che non c'era Santi da osannare eran presenti? Non ricordo ancora. Pentiti quel giorno in fin di vita per essere un po' graziato per chi non lo ha fatto adesso parlo non lo scordare sai. Prudenti consigli, "Ciliegi rosa" in nota progetti, rovesci, li a rompere e a trovarti ci venivo poi. Cerco Calde Parole che non ti ho detto mai Non ho mai pregato Onnipotente credo che tu l'hai lasciato cerco bestemmiando un tuo richiamo e se lo fai: sbagliato. Chiedo solamente di ascoltare quello che ti avrà da dire Frasi da insegnare e da capire Non lo scordare mai. Sante Calde Parole Cerco Calde Parole Che non ti ho detto mai.
AIPOTU Convertiti a Fede Io parlo: Ti dico che non credo nei passaggi di vita, negli Inferni inventati di fuoco, nel bene dei tuoi Paradisi di color blu … blu?. 3717 confessa la vita che hai passato, ma attento a toni alti davanti a Lui, stasera, nel buoi, stasera. Col sangue ho ricoperto il mondo del Sovrano, col sesso le mogli di coloro che han parlato, con giuste affermazioni il Mondo, il credo del Mondo 3717 macelli per la libertà la vita, porzione nel piatto di chi sta aspettando in cerchi di piazza nel centro. Non senti? Già parlano di scure qui tuoi giorno, sogni, vite, che in un primo morendo, cupo, tu piangerai. Ma ascolta: mi stanno chiamando a morte, non senti? E' questo il tuo mondo di sogni? Ascolta i feriti, non senti, non senti, non senti. (urlo) Confesso: la scure mi può dare solo quello che cerco, sfuggendo dallo schiavo della gente che tiene il potere che espande un potere di merda e di Chiese. Ma ma … no no … forse … co co Convertiti a Fede tu … tutti. E Voi non sento parole e sconforto nell'aria già colma di vuoti, pensieri menzogne, credete in un giorno di Dio … che Dio? Silenzio, mi togli da una amara convinzione, offusca lo stoico di un blasfemo che spera nel tramonto di chi sai, chi sai tu. Non senti? Già parlano di scure qui tuoi giorno, sogni, vite, che in un primo morendo, cupo, tu piangerai. Giustizia ancora si copre di rumori ma ascolta quel passo aritmetico armato si macchia, si macchia di sangue, sangue. Ti assolvo nei tuoi peccati. Ti assolvo nel Padre nel Figlio e nel Salto Ti assolvo percorri l'Inferno ti assolvo, l'Inferno ti assolvo ti assolvo Giù Convertiti a Fede .. tu |